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Dalle acque tumultuose del mondo moderno in continuo cambiamento, la sua strada trovarono e fiorirono le ninfee dell’omonima associazione che cerca di inserirsi sulla scena veronese, come un’associazione che vuole essere una possibilità di conoscenza e incontro con diverse culture valorizzandone ricchezze di ognuna.
C’è molta simbolica nella scelta del nome, che appartiene ad un fiore nato nel fango, dove ha le radici, e che attraversando le acque torbide, arriva al sole e aria pulita e fa la cosa che sa fare meglio – fiorire regalandoci questo fiore bellissimo. Anche se le acque si alzino o abbassino, il fiore rimane sempre sulla superficie e segue tutti i movimenti dell’acqua senza “sporcarsi”
Nata nel cuore del Valpolicella, ha trovato un punto d’incontro e scambio a Verona. Il suo nucleo promotore, tinto di rosa, è formato da un gruppo di persone che vivono lo stato di migrazione da vicino per diverse ragioni: quelle di lavoro, di amicizia, di matrimonio oppure perché migranti e hanno vissuto e vivono la migrazione in prima persona, rispecchiando quello che la società odierna sta diventando; multiculturalee multietnica, ma pur sempre legata al territorio.